Incontro per una festa – Alle origini del Sacro

D’intesa il raduno era al lago, specchio terreno del cielo.

Intorno al lago vennero i rossi e posero il loro flauto che avrebbe suonato con il tamburo e chiamato i venti per viaggiare gli spiriti con le aquile;

Poi vennero i neri e portarono la terra fatta di oro e sangue che avrebbe bagnato il grano e col grano arricchito i banchetti dovuti agli Dei;

Poi vennero i gialli sottili portando rugiada e fiori e le anfore giganti ondeggiarono tra le foglie rese fresche e taglienti;

Infine giunsero i figli d’Europa col fuoco e col vino e la festa si accese e gli Dei, scesi dal monte, dal sorriso più antico,  danzarono per loro inebriati dal succo che li rese mortali.

Fu l’unica notte, la prima di molte, l’ultima di un eterno ritorno.

Ed ancora si vede quel lago nelle notti di luna,

ch’era il centro del mondo, dove ogni Uomo era Dio e ogni Dio era Uomo.

Chiamateli ancora! “Chiamateci ancora”, implorano gli eterni.

“Lontana da troppo è la nostra morte e per voi troppo lontano è l’eterno.

Cercate alla Festa il fiume che porterà al lago incantato.

Il monte non è lontano ed il vostro rosso miele, i vostri flauti, i fiori leggeri, la terra accogliente,

il vostro sacro e caldo fuoco torneranno giocattoli nuovi per noi.

Di nuovo, per voi, la Luce”.

Sulcus

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