La Madre dell’incanto

 

Le nozze invisibili che danno origine a Flora verde e luminosa, si celebrano durante il lungo autunno, alle porte dell’inverno, poco prima che l’astro luminoso e benefico rinasca per portare gioia nel cuore degli uomini.

Flora dorme serena nel grembo di Cerere prima di manifestare i suoi colori, come cantavano i Sanniti invocando Fluusai Kerriiai.

In attesa dei regali degli altri figli del Deus Incognitus, Alcina le donò l’acqua delle vette appenniniche, ed il Sole invitto ed invincibile, tornato dal suo lungo viaggio attorno al cosmo, prese a donarle luce e calore.
Tito Tazio la portò con sé a Roma, ché i Sabini, signori delle terre verdi, senza di essa non potevano vivere felici.

Nel buio si afferma la luce, nel freddo nasce il calore, e Flora fatata, insieme a noi, attende la rinascita del cerchio dorato, figlio del Dieu Pitar Ante Omnia, che lo generò in un attimo, attraverso un sorriso benevolo.

Flora, la figlia del cielo, attende che il calore, in noi ed attorno a noi, si manifesti con la gioia ed il candore che le sono propri.

Poi con calma, quando i ghiacci si trasformeranno in acque ed i semi diventeranno fiori dai mille colori, si manifesterà in tutta la sua delicata e commovente bellezza.

Francesco Di Marte

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