La Natura risorge

Il male dell’uomo è che egli dimentica. Dimentica sè stesso, dimentica la sua vera natura, dimentica persino il perchè del suo stare al mondo. Ciò, in fondo, è parte del suo essere mortale.

Vi sono tuttavia tempi in cui questo oblio di sè porta a una degenerazione tale che nuovi tipi umani sorgono, o meglio, emergono dalle ombre come degli spettri. Sono gli odiatori del mondo, i dispregiatori dell’uomo stesso, della natura, della bellezza.

Ogni epoca oscura ha i suoi rappresentanti, coloro che con cognizione di causa e in piena coscienza si fanno promotori di ogni ossessione, di ogni mania, di ogni vano “tendere a”, di ogni vuota speculazione, di ogni brama e ignoranza.

Il mondo non è, e non è mai stato, un campo neutro. Vita est militia super terram.

Mai come ora è opportuno avere chiaro che il Nemico esiste, è vivo e non è mai stato così forte da che uomo ricordi. L’oscurità della nostra epoca è dovuta essenzialmente all’attività incessante del Nemico, che con ogni abominevole mezzo cerca di rafforzare la propria tirannia sul genere umano. Non è attraverso un processo naturale che il mondo moderno e post-moderno ha avuto origine.

Esso non è in fondo altro che una proiezione della mente del Nemico, una parodia sovvertita della creazione ordinata e luminosa, raggiante e piena di vita che procede dalla mente del Padre Celeste.

Molti fuochi sono stati accesi, molti spenti, molti ancora dovranno essere accesi.

Il Nemico vorrebbe oggi farci credere che ogni speranza sia vana, che ogni raggio di luce si sia spento, che ogni uomo non sia altro che fango, che lo Spirito non esista, che la Vita non abbia veramente valore se non come mezzo di appagamento di istinti abbrutiti e invertiti.

Tutto ciò fa parte del suo piano. Nella disperata constatazione che il suo tempo sta per terminare, egli si affanna a distruggere quanto più rapidamente possibile l’odiata opera degli Dei.

La disperazione degli uomini è la sua arma migliore. Senza la paura, la disperazione e la volontà stessa degli uomini a servire come ingranaggi della sua machina diabolica, che è l’attuale sistema politico-economico-tecnologico che tiene l’uomo prigioniero, la sua azione si vanificherebbe nel tempo che impiega una farfalla a battere le ali. Si dirà che, finchè la quantità prevale sulla qualità, e le nature umane peggiori prevalgono nettamente in numero, l’umanità intera non potrà essere libera fino in fondo. Ciò è vero, ma persino questo non è irrisolvibile.

Nel suo cieco desiderio di distruzione dell’opera celeste, il Nemico ha infatti comandato la spoliazione e l’empio saccheggio di innumerevoli risorse della Madre Terra, onde poter sostenere l’artificioso sistema per tenere innumerevoli masse di uomini in catene.

Ma ciò, proprio come per il perverso stregone Saruman nella più celebre opera tolkieniana, utile alla lettura della realtà odierna, sarà la causa della sua fine.

A lungo la natura era rimasta apparentemente muta, gli orchi l’avevano profanata in ogni modo possibile, commettendo ogni sorta di sacrilegio, pronunciando ogni sorta di bestemmia dalle loro labbra impure.

Poi, senza che nessuno nelle orde di Uruk-hai li notassero, arrivarono coloro che furono in grado, dopo così tanto tempo, di comunicare con gli spiriti che dimoravano negli alberi. E iniziò la vendetta della natura.

Gli Ent si misero in marcia contro Isengard. Nello stesso tempo uno stuolo di eroi li raggiunge e le acque purificatrici lavano via l’oscura creazione del Nemico.

È così che finirà l’illusione della “crescita economica eterna”, l’illusione che sia possibile uno sfruttamento infinito del pianeta.

Mentre il Nemico scatena guerra e distruzione per appropriarsi delle risorse essenziali al mantenimento della sua prigione, risorse sempre più scarseggianti, gli Ent, per quanto lenti e flemmatici, si sono già convocati a concilio.

Giuseppe Arminio De Falco

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