Luci che squarciano l’ombra: la magia del Fuoco

La magia del fuoco.

Il cielo si oscurò e le nubi si fecero minacciose,
la terra divenne fredda e sterile,
e per molti anni non si vide il sole.
Gli uomini smisero di sorridere
e di viaggiare spensierati oltre il fiume.
Nel villaggio non si sentirono più canzoni,
nè giochi rumorosi di bimbi che corrono.
Dopo decenni di vita grigia e trascinata,
gli uomini smisero di accendere il fuoco,
finendo per dimenticare il caldo delle fiamme.
Per lungo tempo il freddo ed il cielo grigio,
furono i compagni del villaggio che già fu felice,
e chiunque osasse tentare l’accensione del fuoco,
venne considerato pazzo e visionario.
Dopo tanti anni di oppressione della mente,
un giorno d’inverno freddo e nevoso,
arrivarono due fanciulli sorridenti,
che tutti guardarono con stupore.
I due bambini gentili e sereni,
scesero da cavallo per poi prendersi per mano.
Camminarono allegri verso il centro del villaggio,
e lì posero una sacca di tessuto.
La fanciulla dai lunghi capelli di color rame,
legati da una corona di fiori bianchi,
incominciò a danzare lentamente,
ponendo davanti a sè un ramo di legno alla volta.
Poi, finita la piccola pira di legna secca,
si fece indietro con solennità.
Il giovane uomo si avvicinò,
mentre intorno a lei la giovane danzava leggera.
La pietra sfregò la pietra e la paglia generò la fiamma.
Stupore e felicità subito apparvero negli sguardi di tutti.
Le nubi oppressive pian piano si aprirono,
e così finalmente si rividero i caldi raggi del sole.
Mentre tutti correvano finalmente sorridenti,
i due giovani venuti dal bosco salirono a cavallo,
andando via salutando tutti con calore,
in silenzio ed agitando le mani.
Fu così che per secoli si narrò una storia,
la favola dei fanciulli e del dono del fuoco.
“Il fuoco esiste e non può essere spento”,
si diceva alla fine del racconto.
“Perchè il primo fuoco proviene dagli Dei lontani
e non è fatto di legna e fiamme,
ma è una luce che vive dentro il nostro cuore”.
E così i bambini venivano sopraffati dal sonno,
mentre i loro genitori tornati felici,
pensavano che luce ed ombra e gioia e tristezza,
sono solo luoghi della nostra anima,
e sta a noi scegliere quali di essi abitare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *