Marzo – Almanacco dei Fasti Hesperiani

Oggi, in Luna Nuova, concluso il mese intercalare di Mercedonio inserito per far collimare il ciclo della Luna con l’anno solare, comincia il mese lunare di Marzo, il primo mese del calendario romano arcaico.

Ancora vivo nella memoria folklorica, il Capodanno Marzio è ancora celebrato nella Romagna e nelle Venezie, dove l’anno della Serenissima Repubblica si apriva il 1° di Marzo. Ancora fino al Cinquecento l’anno cominciava in Marzo nel regno di Francia.

Dal 26 Febbraio al 3 Marzo: Lòm a Mèrz nella Romagna

1° Marzo: Capodanno dei Veneti

15 Marzo: anniversario del sacrificio estremo di Cesare

17 Marzo: Liberalia; si offre a Libero per la continuità della stirpe. I giovani indossano la toga virile, raggiunta la maggiore età.

18 Marzo: Capodanno Marzio, secondo il calendario lunare
19 Marzo: Dies Religiosus. Ci si astenga dai Riti domestici.

20 Marzo: Equinozio di Primavera

Dal 21 al 27 Marzo: Feste equinoziali; si celebrano Marte, Minerva, l’Aurora, Libero e Libera, Ercole, Iuventas e la Madre degli Dei.

22 Marzo: Nonae del mese lunare
23 Marzo: Dies Religiosus

30 Marzo: Idi lunari di Marzo; in fase di Luna piena, si onorano Marte e Anna Perenna, dea del nutrimento perenne.

“(…)nella convinzione di aver eseguito l’ordine del re, espongono i bambini nel punto più vicino dello straripamento, lì dove ora c’é il fico Ruminale (che, stando alla leggenda, un tempo si chiamava Romulare). Quei luoghi erano allora completamente deserti. Tutt’ora è viva la tradizione orale secondo la quale, quando l’acqua bassa lasciò in secco la cesta galleggiante nella quale erano stati abbandonati i bambini, una lupa assetata proveniente dai monti dei dintorni deviò la sua corsa in direzione del loro vagito e, accucciatasi, offrì loro il suo latte con una tale dolcezza che il pastore capo del gregge reale – pare si chiamasse Faustolo – la trovò intenta a leccare i due neonati. Faustolo poi, tornato a alle stalle, li diede alla moglie Larenzia affinché li allevasse. (…) Così nati e cresciuti, non appena divennero grandi, cominciarono ad andare a caccia in giro per i boschi senza rammollirsi nelle stalle e dietro il gregge. Irrobustitisi così nel corpo e nello spirito, non allontavano soltanto più le bestie feroci, ma assalivano i banditi carichi di bottino: dividevano tra i pastori il frutto delle rapine e condividevano con loro svaghi e lavoro, mentre il numero dei giovani aumentava giorno dopo giorno”.
(Tito Livio, Ab Urbe Condita, Liber I)

Marzo, il primo mese del calendario religioso Romano, è un periodo dell’Anno Sacro particolarmente sentito dalla nostra compagine Hesperiana: oltre a rinnovare i focolari, come da tradizione, celebrare le feste del Capodanno Religioso, delle Idi di Marzo dove si celebrano Marte ed Anna Perenna, il Sole e la Luna, dei Liberalia nei quali a Liber Pater si affida la continuità del Sangue della nostra famiglia e Stirpe, è tempo per noi di riprendere le attività pratiche e l’allenamento fisico dopo la seppur parziale pausa dovuta ai mesi invernali e al raccoglimento interiore legato maggiormente alla casa, agli Antenati, al culto domestico e familiare; a partire dai primi giorni di Marzo e progressivamente con il risveglio graduale delle nostre Terre, riparte per noi l’esplorazione e la riscoperta del nostro territorio, delle sue sorgenti, cime, boschi, luoghi sacri agli Dei e luoghi della nostra memoria etnica e storica. Specularmente, in questo mese il cui nome è riconducibile al dio Marte, si svolgeva un tempo il millenario rito della Primavera Sacra.

Il Ver Sacrum, questo è il suo nome latino, era una antica usanza indoeuropea, di cui abbiamo diversi esempi storici per le popolazioni Italiche e per quelle Celtiche Cisalpine: una parte dei giovani di una comunità, ragazzi e ragazze, erano ritualmente espulsi dal proprio popolo, per cause molto materiali quale potrebbe essere, ad esempio, la sovrappopolazione; col capite velato, in quanto sacrati, seguendo i segni inviati dalla divinità tramite gli auspici e le apparizioni di un animale-guida, i giovani espulsi dovevano trovare il luogo per dare vita ad una nuova comunità, talvolta dovendoselo conquistare a fil di spada nel caso esso fosse già abitato. E’ il caso dei Piceni, dal nome del picchio sacro a Marte e a Feronia, degli Irpini, da hirpus, il Lupo sacro alle suddette divinità; sempre al lupo erano legati i Lucani, da lycos, al dio Marte i Marsi; in un contesto gallico fu una scrofa semilanuta, un cinghiale femmina, che gli Insubri seguirono nel viaggio che li portò da di la delle Alpi fino al luogo dove fondarono Milano; cinghiali, lupi, orsi, capre di montagna, il picchio, l’upupa, l’aquila e l’avvoltoio erano spesso l’unica guida di questi gruppi di pionieri indoeuropei che, a noi piace pensare, popolarono il nostro continente in questo modo sin dalla più remota notte dei tempi.

La più importante Primavera Sacra che noi conosciamo è però la vicenda di Romolo e di suo fratello Remo; i fratelli nascono al di fuori della comunità, abbandonati, vengono cresciuti da una Lupa e poi, una volta lasciato il mondo animale, passano la loro adolescenza adottati dai pastori del Lazio, mettendosi a capo dei loro fratelli adottivi; dopo peripezie e vicende innumerevoli, vi è l’arrivo nel luogo fatale, l’osservazione degli auspici e la fondazione di un’Urbe, una città che nasce in un giorno solo, tramite il Solco dell’aratro, secondo le Leggi del Rito, in questo caso operato da Romolo stesso a da sacerdoti Etruschi e difesa dal Gladio dei guerrieri votati a Marte. Recenti studi identificano nelle peregrinazioni marittime dei “Pelasgi”, o “Popoli del Mare”, un antecedente delle ‘primavere sacre’ praticato invece dai popoli autoctoni d’Italia, di stirpe Etrusco-Tirrenica. L’arrivo a Troia dei Dardani, provenienti dall’Italia, e il rientro in patria del nucleo dardanide di Enea e di altri gruppi ‘pelasgici’, ‘tirreni’, e ‘troiani’, di cui ci narra Virgilio, potrebbe esserne uno dei più illustri e storicamente verificabili esempi.

A noi piace pensare come le avanguardie di oggi, quali il nostro sodalizio giovanile degli Esploratori Hesperiani, siano a loro modo così simili alle avanguardie italiche ed indoeuropee di ieri: praticamente esclusi dalla società decadente e sovrassatura della postmodernità occidentale vaghiamo ancora, come ieri, nelle selve di Hesperia; nei boschi toccati dal divino e dove le Genialità etnarche e locali hanno il loro dominio, come i nostri Avi, siamo alla ricerca di un segno, di un sentiero che ci porti verso la Città degli Dei; in ben altri tipi di selve, giungle orrende di asfalto e cemento, ci difendiamo dagli attacchi del novello Caco postmoderno, l’ibrida barbarie contemporanea che slega l’Uomo libero dalla sua Terra, dalla sua Natura, dai suoi Avi e dai suoi Dei, consumando il mondo con le fiamme dell’industria, della bruttura e di una esistenza larvale priva di Animo.

Come i nostri progenitori è nostro compito tenere gli occhi aperti verso i segni e gli auspici che la nostra natura e le Genialità che la popolano ci inviano e seguire sempre il sentiero della Pietas, verso la meta che ci indicheranno quei Numi aviti che, essendo eterni, non possono essere a lungo occultati dai nostri cuori dentro di noi e dalle nostre sacre Terre attorno a noi. A questo proposito, una importante festività, sincretica tra varie festività celebrate nello stesso periodo, è per noi l’Equinozio di Primavera: a Marte consacriamo l’inizio della stagione attiva dell’anno affinché possa assisterci nelle nostre attività, a Minerva affidiamo i nostri vessilli affinché ci ispiri ad essere saldi ed inamovibili nei nostri principi, ad Aurora e a Iuventas affidiamo la nostra giovinezza e dedichiamo le nostre opere.

Il picchio tuona sul tronco marcito, stanandone i bachi, il lupo ulula nelle vallate alpine ed appenniniche, le rustiche piante marziali si fanno strada tra le nevi in ritirata e la compagine Hesperiana si prepara ad un nuovo Anno.
Sotto il segno di Marte e di Iuventas, possa sempre il nostro saluto riecheggiare tra il monte e la palude, dalla costa fino alle nevi perenni… AMBRONES!!!

Tratto da: Almanacco dei Fasti Hesperiani MMDCCLXXI, valido da Marzo 2018 a Febbraio 2019 dell’Era Comune.

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