I Miti Italici: Venere

Venere è stata identificata con la greca Afrodite, dea della bellezza, della sensualità e della sessualità; ma prima della venuta dei modelli greci, gli Italici la veneravano come Herentas, dea del desiderio e del piacere carnale. Gli Etruschi la chiamavano Turan.
 
Secondo un mito greco Afrodite nacque dalla spuma che si sprigionò nel mare quando Crono vi gettò i genitali recisi dal padre Urano. Un’altra versione la crede figlia di Zues e Dione. La tradizione ellenica ci informa che fu data in sposa a Efesto, il dio storpio, per scongiurare le contese tra gli dei che miravano al suo talamo, ma la descrive parimenti come una dea passionale, perpetuamente adultera e avvezza ad ogni tipo di lussuria. E’ comunemente ritenuta madre di Eros, chiamato Cupido dagli Italici, l’alato fanciullo che scagliava le frecce dell’amore.
 
… Cosa meglio dei sublimi versi di Ovidio (Fasti, IV, 95 – 114) ci può descrivere la vera essenza dell’aurea Venere?
 
“Ella creò tutti gli dei […] ella raccolse in coesione i rozzi animi degli uomini, e a ognuno insegnò a unirsi con la sua congeniale compagna […] Ella suscitò mille arti; per desiderio di piacere furono scoperti molti espedienti prima sconosciuti.
 
A Venere furono dati gli epiteti di Genetrix (generatrice) e Victrix (vincitrice) per onorarla quale generatrice della vittoriosa stirpe di Enea, padre fondatore della gloria di Roma. Tanto grande fu il suo carisma che la sua figura rimase a lungo scolpita nella memoria collettiva dell’Occidente, come stanno a testimoniare gli splendidi dipinti che rappresentano il mito della sua nascita.
 
Tratto da “I Miti Italici, Dei, Eroi e Luoghi dell’Italia Sacra” di Andrea Verdecchia, ed. Il Cerchio, 2016.

 

Un pensiero riguardo “I Miti Italici: Venere

  • aprile 9, 2017 in 11:49 am
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    Grazie per aver fatto pubblicità al libro di Andrea Verdecchia, da leggere assolutamente.
    Per quanto riguarda Venus, il Nomen italico pre-Etrusco/Greco, era neutro. C’è stata evidentemente una interpretatio ad un certo punto della storia Romana, volta ad identificarla con Afrodite. ( è spiegato in modo esaustivo in una parte di questo pdf che ho trovato: http://www.lacittadella-web.com/pdf/venus.pdf ).
    Cosa ha portato a questa assimilazione ed interpretazione? Forse da “veneror” e “venerari”, che appunto denotano un atteggiamento verso il Divino di tipo femminile, si potrebbe dire.
    Il Numen Romano è una Forza impersonale, con cui si entra in contatto attraverso il Nomen (quello diffuso e quello segreto) e attraverso il Rito ed il Simbolo. Quella Romana era una ‘tecnica Divina’, dice Evola, basata sulla conoscenza e sulla volontà di dirigere suddette Forze verso un Intentus preciso, per creare un effetto preciso e sicuro al 100%, se il Rito è svolto a regola d’arte. Qual era la Forza impersonale di Venus? A mio parere la Forza centrifuga. Mi spiego meglio: cos’è l’Amore? E’ un’emozione centrifuga, cioè dal Centro (il cuore) si espande e si irradia verso l’esterno, verso un oggetto o una persona; l’Amore incondizionato è un’emozione espansiva, al contrario dell’affetto, del sentimento o una varia gamma di emozioni come la gelosia o la paura. Quest’ultime sono stimolate da qualcosa di esterno (un evento reale o immaginario che stimola in noi la paura o la gelosia ad esempio), sono centripete e entrano in noi, le subiamo passivamente per così dire; sono Lunari. L’Amore incondizionato (cioè senza attaccamenti egoici, ‘passivi’) è invece Solare; proprio come il Sole irradia Luce e calore intorno a sè senza distinzioni. L’appellativo Genetrix: l’idea di una generazione, di un parto, espansivo. Victrix: si arriva alla Vittoria attraverso l’Azione Solare, non in modo passivo/centripeto. Venus Cloacina: l’aspetto di Venere purificatrice; mi sono stupito quando ho visto il Sacello di Venus Cloacina all’entrata della Cloaca Maxima nel Foro Romana, vicino tra l’altro alla Basilica Iulia. Oppure quando ho visto una bellissima statua raffigurante la Dea, all’entrata di una latrina (ben conservata) ad Ostia antica.
    Perché associare una Dea dell’amore e della bellezza ad una fogna o ad un bagno pubblico?
    Partiamo dal fatto che per i nostri Avi, TUTTO era Sacro: il Sesso, la Guerra, l’Artigianato, e persino le scorie umane solide e liquide. Seguendo il filo del discorso suddetto, cosa esce dal nostro corpo fisico? Cosa espelliamo? Le feci e le urine. Sono anch’esse un moto centrifugo del nostro corpo fisico (Divino), e quindi sotto il controllo della Dea dell’Amore.

    Vale optime.

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