Onorare gli Antenati: Compitalia

Oggi, quarto giorno dopo la Luna Nuova di Gennaio, cade il secondo dei tre giorni delle feste dei Compitalia, dedicate ai Lari Viali e Compitali, Antenati divinizzati posti a difesa degli incroci di campi e di strade, spiriti di chi ha abitato, coltivato, difeso ed amato le nostre terre prima di questa nostra esistenza fisica.
I Lari si dimostrano benevoli con chi rispetta e onora la terra, battaglieri e feroci persecutori, invece, di chi la disonora.

Ai Lari dei Crocicchi si offriva tutto l’anno, ed era spesso la gente umile di campagna, persino gli schiavi, a portare i suoi doni ai Lari e alle Lase, i buoni Antenati e le buone Antenate, secondo un rituale che precede e la tradizione romana stessa e che si rispecchia nelle pratiche delle altre popolazioni italiche e degli altri popoli d’Europa; anche i Germani avevano cippi di confine dedicati agli Elfi e alle Disir, e sono onorati particolarmente proprio nei giorni successivi alle feste di Yule, in parte analoghe ai nostri Saturnalia, appena conclusi.

Durante le feste dei Compitalia, istituite da Servio Tullio, che si diceva figlio di un Lare egli stesso, e poi riformate da Augusto primo imperatore, si tributavano particolari doni ai Lari: si accendevano lumi agli incroci di strade e di campi, si portavano tazze di latte o di vino, si preparavano dolci di farro e miele e si ponevano sui cippi di confine teste d’aglio; queste erano dedicate a Mania, ninfa infera e madre dei Lari e dei Mani, i defunti, stessi, i due aspetti l’uno ctonio l’altro igneo dei Padri trapassati.

Quest’anno i giorni sacri ai Lari, il 3°-4°-5° dopo le Calende di Gennaio del calendario lunisolare italico da noi osservato, corrispondono all’8, 9 e 10 di Gennaio del calendario solare corrente.

In epoca più antica, però, si festeggiavano subito dopo i Saturnali ed ebbero carattere di festa piuttosto mobile, nel corso delle varie epoche. A livello simbolico, seguendo la riforma augustea di queste feste, è sacro ai Lari il periodo che va dalle Calende alle Nonae, che corrispondono simbolicamente al primo quarto di Luna per chi, nelle pratiche del culto privato calcola i mesi con la Luna. Fino al giorno 12 Gennaio compreso ci troveremo quindi in una fase in cui è particolarmente gradito offrire a questi spiriti di fuoco, coloro che, sempre belli e sempre giovani ci osservano benevoli dall’eterno e beato occidente.

Un luogo particolarmente caro, legato a queste divinità, è al Mèz dàl Månnd, Mezzomondo di Sacerno, e più specificamente il Cippo del Triumvirato, un monumento rinascimentale posto a ricordo di un precedente cippo sacro gallo-romano nei cui vicinanze si erano spartiti l’imperio Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Lepido; la colonna era quasi sicuramente dedicata ad un dio gallico, individuabile quasi sicuramente in Cernunnos, dio che, nella zona, ha lasciato la testimonianza di una figura con corna d’ariete ritrovata nella cripta di una chiesa nelle vicinanze, nella toponomastica e nell’araldica. La colonna gallica presso cui giurarono i triumviri era forse simile a quella ritrovata nell’Ile de France, il cosiddetto Pilastro dei Naviganti; anche Sacerno all’epoca di Augusto era una sorta di isola fluviale, quando i torrenti Lavino, Ghironda e Samoggia confluivano in una vasta palude.

In questi giorni, gli uomini e le donne d’Italia consapevoli del proprio retaggio di Sangue e di spirito onorano dunque gli Antenati protettori, con il nome di Lari, Lasi, Lasae e Compitali, ai confini delle proprie proprietà e presso luoghi significativi delle proprie comunità locali, ancora oggi come sempre.

Che i Lari possano proteggere con mano sicura le nostre Terre e rendere la vita propizia a chi le ama e le difende!

Societas Hesperiana.

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