Palilia – Natale di Roma

Pale.

Centro della terra che indica il cielo,
stele del campo che tutto ordina,
anelito di aria tersa e terra dura sotto di sé,
coi mille colori ondeggianti della nostra vita,
nodi che scandiscono il tempo,
e la paglia bruciata e l’offerta alla coppia,
al maschio ed alla femmina,
il nastro come la vita,
condotto dal vento e colorato dai sogni,
ma sempre centrato e unito al passato.
L’illusione del tempo distoglie la mente,
l’asse immobile e la sua storia e le sue vite,
passano tra i venti che spirano tra cielo e terra,
dagli Dei per gli uomini,
mentre nel silenzio fatato,
tutti attendono il canto magico del comando.
Così riprende la danza dell’estasi,
la poesia del sogno e la marcia dei figli di Marte,
torna giovane il Re, di nuovo forti le querce,
e danzano feroci i lupi immortali ed invincibili.
Lacrime di gioia e dolore velano occhi che guardano il cielo
dove il passato del sacrificio ed il futuro luminoso,
si guardano tenendosi per mano.
Tra loro, immobile e vibrante,
solo l’asse della nostra vita fugace
che eterno ignora le ombre,
in attesa dell’astro di luce che sempre ritorna.

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