Roma

Per un attimo tutto tacque. Il vento si placò, gli animali dei boschi rimasero immobili, e le aquile restarono sospese nell’aria per guardare verso terra.
Un tuono annunciò l’arrivo di un turbine d’aria celeste, che roteando attorno al simbolo di Pale, toccò il terreno dei colli fatali. La volontà del Dio Padre, che ordina ogni cosa, si era manifestata in tutta la sua potenza.

Il Nume vettore della forza divina si mostrò ai figli di Marte: fendendo l’aria tersa di primavera vibrò attorno ai Patres. Così ebbe inizio la vita della Dea che al Cosmo regalò nuovo splendore.
Ogni cosa, nel cuore degli uomini ed attorno a loro, da quel momento prese a risplendere di una luce rinnovata.
Una nuova forma di calore divino era giunta fino a noi.

Nell’immanifesto Roma vive eterna e perenne, dona luce agli uomini ed al Cosmo, puntella i residui di Ordine e Giustizia presenti nell’epoca buia.

In attesa che il suo splendore possa rimanifestarsi appieno, concedendo felicità e armonia. oltre ogni distruzione.

Amor.

Francesco Di Marte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *