Un ricordo – Maurizio Valentini

Oggi ci ha lasciati Maurizio Valentini, professore di materie letterarie al Liceo Artistico di Via Ripetta in Roma, nonchè poeta e valente studioso delle Tradizioni, in particolar modo di quelle orientali e segnatamente di Vedismo e Tantrismo. Fu componente dei Dioscuri del gruppo di Roma negli anni ottanta e novanta. Per ricordarlo pubblichiamo l’introduzione della sua raccolta di poesie “Campane di silenzio e vento”. Amava dire di aver frequentato “ambienti dell’Idealismo Magico”.

“Giungemmo a Castelluccio insieme al crepuscolo. Nubi minacciose e basse s’alternavano a scintillanti aperture di luce residua. L’aria era fredda, frizzante. Vedo la testa asciutta, essenziale di Franco che guida… al suo fianco c’è la sua donna.

Dietro, vicino a me, trova posto Marzio, il figlioletto dei due. Ricordo bene quando vidi Castelluccio così isolato e sovrano, pensai ad uno scampanio muto nell’aria elettrizzata, al margine della sera ormai prossima. Toccai il cielo della felicità quando sentii Franco – della cui famiglia mi ero trovato spontaneamente a far parte – dire: “Vedi Maurizio, devi imparare a guardare, e poi, muoverti tra tante cose per le quali non è stata coniata parola (che cosa ho fatto per anni se non cercare con l’ausilio della poesia, questa parola mancante?). Il guaio è CHE GLI UOMINI DIMENTICANO…”.

Di quel soggiorno azzurro e incantevole, e dei successivi luoghi di Preci e Norcia, non voglio dire altro; né sarebbe questo il luogo per dirlo. Franco Mazzi è stato il mio Maestro, io, soltanto la debole eco delle sue parole e forse il responsabile di un equivoco. Un giorno mi disse: “Sembri UNO CHE SA”… ma forse il suo grande cuore aveva sostituito i dati reali della mia presenza con le sue aspettative intenzionali…

Per anni Franco mi fu accanto assiduamente, poi, un giorno, disse che dovevo camminare da solo e mi diede gli strumenti per farlo; mancai la presa e vanificai tutto il lavoro svolto perchè mancai all’appuntamento con l’alba… Le poesie qui raccolte sono nate così: sono piene di questa atmosfera emozionale (Stimmung). Tuttavia, ricordo ancora l’ultimo messaggio di Franco che valeva più di mille contorsioni sintattico-lessicali: “Diventa attivo!”.

Poi il cielo s’oscurò. La scomparsa di Franco e Paola, prematura, segnò l’inizio di questo oscuramento. Un titolo le ingloba tutte in una sola espressione: CAMPANE di SILENZIO E VENTO, ricordi di quel vento crepuscolare che avvolse il nostro silenzio quella sera a Castelluccio”.

INNO

Lucentezza dell’Essere

incontaminata vetta di serenità

pochi osarono scalarti

in giorni antichi e di cui si sussurra appena

anello aureo senza inizio

dove trovarti dove cercarti

se non nel cuore della tua stessa

incomprensibile verità

segreto dell’Io miracolo di un centro permanente

intangibile imperituro imperturbabile

chi parlerà di te sostenendo lo sguardo

ai confini del tempo e del vuoto

lungo l’arcobaleno disteso

sugli occhi che vedono l’eterno gioco?

Maurizio Valentini.

 

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