«Alti falò ardono, in Italia e in Europa, nei mesi di Gennaio e Febbraio, e fino ai primi giorni di Marzo, e il loro calore, nel periodo solitamente più freddo dell’Anno, pare annunciare il ritorno della Luce e della Primavera. Figure femminili ardono spesso in quei Fuochi, che siano vecchie streghe incartapecorite come la Befana o belle ragazze come la Giubiana, che siano benevole portatrici di doni o rappresentazioni della durezza dell’Inverno e dei suoi malanni, secondo una duplicità che ha in sé l’ambiguità della fiamma stessa . In questi Fuochi le popolazioni, spesso non del tutto consapevoli, ripetono i gesti degli Antenati e fugacemente il Sacro si manifesta anche in assenza di una salda conoscenza teologica, e persino in presenza di narrazioni antitetiche, come l’apparente paradosso di una figura divina messa – così pare – al rogo, come fosse una strega dei secoli più bui. Proprio quell’apparente morte e rinascita nella luce di un Fuoco purificatorio, che porta via malanni, paure, ossessioni, può essere la chiave della catarsi e della rigenerazione. Così, la purificazione di Reitia, Noreia, Giunone Sospita e di Februa continua ad allontanare le tenebre dall’Europa e da Hesperia, sul finire dell’Anno Sacro, ad ogni nuovo giro della Ruota del Tempo.»
(di Ambra Italica, tratto da Fasti Hesperiani 2778 a.U.c.)

